Rassegna Stampa

 

 

 

La Voce di Forlì-Cesena (Logo)

22 marzo 2001

 

 

ANTEPRIMA A LONGIANO

 

Concerto di Fado al Petrella

con Poeta, Finardi, Ascolese,
di Giacomo, Galassi

LONGIANO - Si chiama
“Concerto di musica fado” ed avrà luogo
questa sera al Teatro Petrella di Longiano.
Protagonisti saranno: Eugenio Finardi,
Francesco di Giacomo (B.M.S.), Marco Poeta
(l’interprete più significativo del genere in Italia),
Michele Ascolese e Paolo Galassi.
Il fado portoghese era tradizionalmente usato
dagli studenti di Lisbona o Coimbra
nelle serate rivolte alle loro innamorate:
si dice che l’origine del nome 
derivi dal latino fatum, ovvero fato.

 

L’anima del Fado,
tristezza e allegria

 

LONGIANO - Se il tango, come voleva Borges,
è la forma musicale di un pensiero triste,
il fado non è da meno. Con la differenza che
le balere sudate di Buenos Aires
cedono il posto ai locali polverosi di Lisbona
e la malinconia del bandoneon
traspare fra le corde di una chitarra.

 

Parola di Marco Poeta, chitarrista che ha scoperto
in questi anni le atmosfere del fado portoghese
partendo dalle sonorità brasiliane della bossa nova.

 

Questa sera alle 21, in anteprima nazionale al Petrella, la chitarra di Poeta,
insieme a quella di Michele Ascolese, già compagno di strada di De Andrè, e al basso di Paolo Galassi,
accompagneranno le voci di Francesco Di Giacomo, anima del Banco del Mutuo Soccorso,

 

e di Eugenio Finardi, tra i protagonisti della musica d’autore italiana.
Sul palco si alterneranno canzoni in portoghese e in italiano, brani di Amalia Rodriguez
e composizioni di Finardi. Tutto sullo stile della rigorosa tradizione portoghese
che vede nel fado la propria autentica espressione musicale.

 

“L’anima segreta del fado? E’ nel riuscire a mescolare nello stesso tessuto sonoro
la malinconia e l’allegria. Non è vero - spiega Marco Poeta - che il fado è soltanto triste e nostalgico.
A volte basta l’accenno di un accompagnamento alla chitarra per ribaltare la situazione.
E’ un po’ ciò che accade per il nostro Leopardi, di cui ho musicato alcune liriche
attingendo proprio allo spirito del fado: il poeta di Recanati era tutt’altro che amareggiato o depresso.
Tra le sue pagine, come dalle note del fado, pulsa una grandissima vitalità”.

 

Proprio alla voce di Francesco Di Giacomo ed Eugenio Finardi spetterà il compito
di restituire in scena tutta la vitalità di un genere tra i più puri e autentici del patrimonio tradizionale europeo.
“Un genere - assicura Di Giacomo - dove non si ha paura di chiamare con il loro nome le passioni,
ma dove il protagonista resta sempre la quotidianità di una vita dominata dal senso del destino,
dall’amore perduto, dalla nostalgia e dal ricordo”.

 

 

Francesco Gaggi

 

 

 

 

 indietro